TurNiamo/NuTriamo SYMPOSIUM INTERNAZIONALE
organizzato da Barbara Crimella
“Sentiamo la necessità di una inversione di rotta, perché consapevoli di una crisi ambientale e storica senza ritorno, di indagare una strada per un desiderio di appartenenza, la definizione di una identità culturale che possa essere una guida per noi e per gli altri, purtroppo oggi difficile perché viviamo aspetti di transizione e migrazione, stratificazione di linguaggi e culture, frammentate e sfaccettate, precarie e difficili da identificare. Il simposio diventa un momento di indagine, di dialogo culturale, di scambio di idee e opinioni ed esperienze che attraverso la nostra arte crea un alfabeto nuovo per cercare di raccontare
L’arte e la natura insieme sono strumenti per ritrovare il senso di appartenenza così grazie allo splendido scenario naturale che circonda lo spazio dedito al laboratorio, gli artisti avranno la possibilità di trarne ispirazione”.
Gli artisti partecipanti al simposio sono Gina Axlund (Grecia – Svezia), Barbara Crimella (Italia – Olanda), AK Douglas (India), Annamaria Gallo (Italia), Ewa Held (Polonia), Jean Charles Millepied (Francia), Eva Pohlke (Polonia), Charles Powell (Inghilterra – Norvegia), Marc Rayner (Australia -Svezia), Anne Michelle Vrillet (Francia)

Da qualche anno lavoro fuori dal solito formato della tela, sempre più verso un tessuto che va lasciando il formato classico del telaio, è una tela che diventa corpo si imbeve e dello strato epidermico in superficie, ne mantiene la trasparenza.
I colori che per un periodo sono stati assenti, ritornano attraverso la natura, all’estrazione delle foglie dei frutti e della terra anche con le rocce.
Attraverso un atteggiamento in cui l’azione o gesto è iniziale, lasciando al tempo e allo spazio di operare e processare, il colore si muove e imprime.
Il mio intervento sta nell’ascolto di quello che lo spazio ha generato e mi suggerisce.
Un’azione non azione questa che cerca di instaurare un equilibrio con la natura, una attenzione ad un tempo presente per dare rilievo alle piccole cose.
Sono azioni che cercano di far incontrare elementi diversi, mettendoli in relazione, spesso il risultato è precario, in bilico tra l’esistere o no, hanno una esistenza fragile, sono unioni complementari in cui i due opposti si scontrano per creare nuove forme e nuovi linguaggi di coesistenza, da proteggere, una metafora per accogliere le diversità di cui il mondo della natura è ricco e per noi salvifico.